TITOLO:
DRIVE-IN
AUTORE:
Joe Richard Harold Lansdale
ARCHIVIO BIBLIOTECA GALATTICA - n. Ter/Sol/SEC-xx/cat0160039ft45.
FONTE - Archivio dati eco-web-quanto-simpatico.
CATALOGAZIONE - Genere: Horror/Grottesco/Fantascienza sociologica/New Wave
DOC: - RECENSIONE
Tra gli archivi perduti della
letteratura terrestre del XXI secolo, pare brutto non citare uno degli autori horror più citati assieme ad una delle sue opere più citate: Joe Richard Harold Lansdale (o semplicemente J. R. Lansdale) ed il suo Drive-in.
Di opinioni a riguardo ve ne sono delle più disparate, dall'amorevole critica del fan più appassionato alla critica del critico. Quindi abbiamo pensato fosse giusto inanellare una nuova perla di modesta opinione aliena alle altre perle di oneste opinioni terrestri.
Catalogato
dalla Biblioteca Galattica come Genere: Horror/Grottesco/Fantascienza sociologica/New Wave, è possibile acquistarlo tramite l'archivio
dati eco-web-quanto-simpatico terrestre del XXI secolo terrestre su
Amazon in formato Kindle (
cliccando sull'immagine a sinistra, cliccando qui).
Anche stavolta si tratta di più di un libro (in tutto sono 3), ma è possibile reperirlo anche in raccolta.
* * * UN FILM DI SERIE B CON SANGUE E POPCORN * * *
* * * made in Texas * * *
[...] La vostra auto entra in questa selvaggia stravaganza del
venerdì notte, in questa istituzione texana di feste stellari,
educazione sessuale e follia, e vedete in giro gente in costume, come se
fosse la sera di Halloween, gente che parla, strilla, bestemmia, fa un
inferno.
[...] Sissignori, sì fratelli, l'Orbit aveva proprio qualcosa di speciale. Era romantico. Era fuorilegge. Era folle. [...]
Tutto inizia durante una tranquilla notte horror al gigantesco drive-in texano conosciuto come
Orbit. Ovvero: immaginate il più grande drive-in del Texas, anzi, della Terra (per tutti i non umani: si tratta di un grande cinema all'aperto accessibile solo agli autoveicoli): 4000 posti auto per 6 giganteschi schermi alti 6 piani, con sei pellicole diverse proiettate contemporaneamente. Immaginatevelo il venerdì sera: la sera della Grande Nottata Horror. Un carnaio di più o meno 10.000 persone.
Sugli schermi,
il meglio della produzione horror terrestre di serie B mette in scena il suo carosello splatter di finti squartamenti e depravazioni.
Poco dopo l'inizio della serata, mentre si dà fondo al primo giro di snack e bibite, il passaggio di una cometa rossa, provvista di un inquetante sorriso, imprigiona gli spettatori confinandoli nel drive-in. Ed in quel momento ha inizio la
vera notte horror. Una notte della quale non si vede la fine.
La popolazione del drive-in, costretta a guardare ossessivamente pellicole horror ed a nutrirsi al chiosco dei rinfreschi - che non può offrire altro che hot-dog, pop-corn e bibite
- gradualmente
regredisce ad uno stato di barbarie e violenza. Infanticidi, violenze sessuali, cannibalismo e sopraffazione diventano i primitivi mezzi di sopravvivenza di questo inquietante "
closed world", mentre gli scenari splatter dei film horror che girano perennemente sugli schermi non diventano che una pallida ombra al cospetto della degenerazione umana reale che vi si consuma di fronte. Mostruoso, depravato e selvaggio, l'Orbit si trasforma in un girone dantesco post-moderno nel quale i doni dei mostruosi
totem del consumo vengono accolti dai loro fedeli forzati come ricompense per la propria paura e sottomissione, e dal quale etica, morale, senso di colpa, compassione e sentimento vengono banditi ed ogni freno inibitore, a parte quello dettato dalla paura, viene rimosso.
Lo scrittore terrestre Lansdale racconta il tutto con uno stile diretto e asciutto, senza tante chiacchiere e senza risparmiare nulla al lettore, senza timore di mostrare il marcio e le meschinità presenti anche nei protagonisti (sebbene nel loro caso non travalichi mai determinati limiti). I dialoghi di protagonisti e comparse sono pervasi di ironico cinismo dettato da un necessario senso di sopravvivenza all'orrore che sfocia in battute esilaranti di un'
houmor macabro crudo e feroce che colpisce non solo per la nota comica (anche piuttosto grossolana, o per meglio dire "texana"), ma soprattutto per il retrogusto tragico e disilluso che lascia in bocca. Tale houmor è una costante dell'autore terrestre ed è presente in molti altri lavori dello stesso autore, quindi parte integrante di una personale visione del mondo e delle sue grottesche manifestazioni.
IL SIGNORE DEI CONSUMI
Non è la prima volta che il tema dell'imbarbarimento dell'uomo di fronte ad una situazione di isolamento e di riduzione sempre più ampia delle risorse viene trattato da un'autore terrestre. Per chi fosse interessato (mi riferisco soprattutto ai lettori Tapparellidi), nella letteratura terrestre vi sono degli altri libri di illustri autori terrestri precedenti ed antecedenti a Lansdale che hanno affrontato tali temi, ad esempio: William Golding con il suo "Il signore delle mosche", J. G. Ballard con il suo "Il condominio" (High-Rise) fino al più recente e famoso "La strada" di Cormac McCarthy.