giovedì 29 marzo 2018

MADRE NOSTRA DI STEFANO PAPAROZZI

TITOLO: Madre Nostra

AUTORE: Stefano Paparozzi

ARCHIVIO BIBLIOTECA GALATTICA - n. Ter/Sol/SEC-xxi/cat0121459ft07.

FONTE - Archivio dati eco-web-quanto-simpatico.

CATALOGAZIONE - Genere: Fantascienza soft - Romanzo di formazione

DOC: - RECENSIONE

MADRE NOSTRA

http://www.zona42.it/wordpress/catalogo/madre-nostra-di-stefano-paparozzi/
Grazie al solerte lavoro ed impegno di ricerca tra gli archivi perduti della letteratura terrestre del XXI secolo di quei segugi dei nostri stagisti Tertulliani, qui alla Biblioteca Galattica di Archaleon VII, è stato recuperato un nuovo interessantissimo titolo di fantascienza: Madre Nostra, scritto dall'autore terrestre italo-lo-sa-Dio-da-dove-viene Stefano Paparozzi. Il romanzo può essere trovato ancora oggi, a distanza di più d'un secolo standard terrestre (debiti temporali esclusi), in qualche buona libreria della Bolla Locale.
Catalogato dalla Biblioteca Galattica come romanzo di Fantascienza soft - Romanzo di formazione, è possibile acquistarlo tramite l'archivio dati eco-web-quanto-simpatico terrestre del XXI secolo terrestre in versione ebook e cartacea sul sito dell'editore (Zona 42) cliccando sull'immagine a sinistra o cliccando qui.

DA FENOMENI STRAORDINARI DERIVANO GRANDI RESPONSABILITÀ


Cosa succederebbe se, a causa di un difetto genetico, una ragazzina di dodici anni si ritrovasse incinta senza avere mai avuto rapporti (e neppure mestruazioni) e continuasse a rimanere incinta ogni due anni senza avere alcun rapporto? Una storia già sentita? Probabile. Tuttavia delle storie già sentite non sono ambientate/accadute in un periodo in cui ci potesse essere la scienza ed una società mass mediatica a mettersi in mezzo. La storia infatti si ambienta negli anni che vanno dal 2015 al 2025, il decennio in cui la protagonista Miriam ha continue gravidanze apparentemente inspiegabili durante il quale seguiremo l’evolversi della storia e della protagonista, dai dodici anni all’età adulta, attraverso il suo diario. 
Si tratta di un fardello piuttosto complicato da gestire, quello che si ritrova sulle spalle Miriam, dodicenne normalissima, quando scopre di essere incinta e per giunta in maniera "miracolosa": ad aggiungersi alle problematiche di ragazza madre infatti, si aggiungono quelle di dover affrontare un corpo che non risponde in maniera normale e le aspettative di una società che, dopo i primi sospetti, non farà altro che considerarla solamente l'oggetto di un evento straordinario.

IL DIARIO

Photocredit: cont.ws
Bisogna dire prima di tutto che l’effetto mimetico della voce femminile, della condizione di maternità e dell’evoluzione in rapporto all’età del personaggio sono gestite molto bene risultando particolarmente credibili e mai artificiali. Il flusso di coscienza delle pagine del diario è coinvolgerete ed in parecchi passaggi talmente emozionante da suscitare commozione in alcuni casi ed ansia in altri; se ciò non fosse abbastanza, al livello diegetico del diario si aggiunge quello di un misterioso altro relatore che è colui il quale ha raccolto le pagine sparse del diario dai file racchiusi nella chiavetta USB di Miriam e li ha ordinati per la pubblicazione integrando inoltre nel testo informazioni mancanti (a causa della natura autoreferenziale di un diario personale) e che sono utili a contestualizzare alcuni aspetti che potrebbero risultare poco chiari; questa “intrusione” non fa altro che gettare ancora più diffidenza sulla reale affidabilità di ciò che viene riportato come autentica farina del sacco della protagonista aggiungendo un intrigante tocco metanarrativo al romanzo.

TRA PROBLEMI FAMILIARI, RESPONSABILITÀ GENITORIALI E DILEMMI ETICI.

 

Il racconto indaga di come gli effetti della particolare capacità della protagonista si riverberano nella sfera familiare e in quella sociale ponendo in critica la responsabilità dei genitori (sia dei genitori di Miriam che di Miriam-madre) e della società, in maniera simile a quanto accade nelle situazioni che coinvolgono bambini prodigio e le ragazze madri, in una sorta di estremizzazione dei due concetti sintetizzata nella “madre prodigio”. Queste tematiche sono trattate in maniera molto efficace dal punto di vista di Miriam che evolve il proprio pensiero, le proprie emozioni e le proprie convinzioni durante la crescita anche e soprattutto in relazione alle persone che incontra e con cui ha dei rapporti più o meno negativi.
Entusiasmi, delusioni, rimpianti e aspirazioni si susseguono con un forte coinvolgimento emotivo di noi lettori che finiremo a temere, soffrire e a volte odiare gli atteggiamenti di Miriam anche se troveremo spesso le sue scelte tutto sommato comprensibili e in qualche modo, giustificabili. Il romanzo pone anche delle domande interessanti sulla condizione della donna e sulle difficoltà della maternità in relazione alla società di oggi, senza tuttavia mostrare uno spettro ampio a causa della natura decisamente atipica della condizione della protagonista e della narrazione rinchiusa nel suo carattere autobiografico, o per restare in tema, "agiografico".

Immagine d'ispirazione per Madre Nostra di Stefano Paparozzi. Credit by Stregattodesign.

 

TRA SCIENZA E RELIGIONE: CULTI E SPERIMENTAZIONI


Nel racconto, la natura straordinaria di Miriam, dopo l’iniziale scetticismo, viene contesa tra i tentativi di strumentalizzazione di un gruppo di fanatici religiosi che costruiscono un culto attorno alla sua figura e alcuni ricercatori che ne fanno l’oggetto di studio per trovare una cura ad una sorta di ipotetica dilagante sterilità femminile.
Se da un lato l’autore riesce a mantenersi distaccato quanto basta per non risultare fastidiosamente di parte, aiutato anche dalla scelta di raccontare la vicenda attraverso la focalizzazione interna della forma del diario, dall’altro, la scelta dell’intreccio di mostrare solo un fanatismo religioso piuttosto approfittatore contrapposto solamente ad un interesse scientifico dalle intenzioni di sfruttamento più blande (e dalla volontà di intrusione nella vita della protagonista molto meno marcata) rafforzati dalla chiara identificazione dell’evento in un problema clinico, fanno pendere necessariamente le posizioni della protagonista (e il lettore con lei) a favore della parte scientifica, perdendo l’occasione di accendere una speculazione interessante sul dilemma scienza e religione. In altre parole, c’è una sorta di don Abbondio che invece d’essere codardo s’approfitta, ma è assente un fra Cristoforo che ci mostri un altro approccio religioso alla questione, come dal punto di vista scientifico, non vengono mostrati personaggi che possano rappresentare in modo più deciso uno sfruttamento più arido e impietoso del loro oggetto d’interesse.

Se è vero che se il romanzo viene quindi letto come un libro in cui vengono messe a confronto scienza e religione sotto alcuni aspetti si potrebbe rimanere delusi, è anche vero che tutto ciò che viene narrato è narrato con meastria ed ha una credibilità solidissima offrendo parecchi spunti di riflessione su fenomeni sociali terribilmente attuali (metodi di una setta e la relativa affiliazione ad essa) e sulle dinamiche psicologiche personali e familiari estremamente interessanti
In definitiva questa è la storia di una ragazzina che deve fare i conti con qualcosa di più grande di lei, che difficilmente riesce a comprendere e gestire, delle sue paure e delle sue emozioni; una ragazzina che, nel corso della sua esperienza straordinaria, incontrerà personaggi poco raccomandabili che la segneranno profondamente condizionando il suo percorso di formazione verso l’età adulta. Sotto questi rispetti, nonostante il fatto che non avvenga un dialogo di più ampio respiro tra scienza e religione e che il racconto abbia una chiusura forse un po' troppo risolutiva quando una conclusione più aperta avrebbe forse regalato un po' più spazio all’immaginazione ed alla speculazione, il romanzo nel suo complesso risulta altamente godibile, interessante e coinvolgente sia dal lato emotivo che intellettuale; nel bene o nel male, leggendolo, non si riuscirà facilmente a rimanere indifferenti alle vicende ed alle emozioni che Paparozzi è riuscito a trasmettere attraverso la storia di Miriam, che prima di essere chiamata Madre delle Moltitudini o di essere uno scampolo di utero in una provetta è una donna che cerca lo scopo di una vita spesa tentando di soddisfare le aspettative di una responsabilità imposta dagli altri.

CONCLUSIONI
Speriamo vivamente nelle nostre ricerche qui alla Biblioteca Galattica di Archaleon VII, di trovare nuove opere di Stefano Paparozzi, e di Zona 42 che speriamo continuino a regalarci libri come questo, del quale, ovviamente, consigliamo caldamente la lettura.